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Progettare il proprio ufficio

Normative e curiosità

 

Arredare il proprio ufficio non sempre risulta essere cosa semplice e corretta. Potrà sembrare una “frase fatta” ma, diversamente dal mondo casa, il progettare uno spazio lavorativo deve obbligatoriamente rispondere a caratteristiche dettate dalle Leggi, Disposizioni e Direttive provenienti da Legislatore italiano e da quello europeo.

I principi ed i concetti che sono alla base di tutte queste disposizioni derivano da studi scientifici ben precisi, da osservazioni empiriche e,  quindi, da riprogettazioni ad hoc di tutto il pianeta Ufficio. Basti, come piccolo esempio,  considerare lo studio fatto in merito ai piani delle scrivanie di lavoro per i dipendenti che lavorano davanti ad un videoterminale o ad un computer. Si è verificato che il colore “bianco latte”, quindi particolarmente chiaro, rifletteva la luce dell’ambiente e dello schermo molto di più di un colore opaco, come ad esempio  l’”avorio”. Questa riflettenza portava la cornea dell’occhio ad avere anche il 25% in più dei movimenti rispetto al normale, ciò portava l’utente a perdere capacità operativa e, in alcuni casi estremi, ad avere danni permanenti alla vista.

Tutte queste prove verificate hanno obbligato le istituzioni comunitarie a varare normative vincolanti sia per la produzione degli arredi stessi che per la progettazione degli spazi accostandole alle normative già in essere sulla sicurezza degli ambienti di lavoro.

Percorrendo questa strada il Legislatore italiano ha promulgato un Decreto Legislativo n.81,  in merito, che è entrato in vigore il 9 Aprile 2008. Il titolo di questa normativa è, appunto, “Attuazione dell’Articolo 1 della Legge 3 Agosto 2007 n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, e che sostituisce la Legge 626/84.

Altre importanti normative sono dettate ai produttori di arredo stesso che devono rispondere a misure ben specifiche delle scrivanie, tavoli e sedute di vario genere, devono usare materie prime di un certo tipo che possano avere determinate caratteristiche fisiche o, comunque, intrinseche.  Queste normative o disposizioni europee sono meglio conosciute con la dicitura UNI.

Certamente non si pensa mai a queste problematiche ma i dati che riguardano gli infortuni sul lavoro, dati dal Ministero della Salute, ed assoggettabili ad un non corretto luogo di lavoro sono impressionanti. D’altronde la logica porta a pensare che se un qualsiasi lavoratore si assenta a causa di un mal di schiena che gli impedisce di sedersi per un tempo prolungato oppure non produce come potrebbe poiché la stanchezza fisica e mentale, dovuta ad una sbagliata considerazione degli spazi, lo porta a rallentare i tempi di lavoro si arriva a considerane il mancato guadagno in termini di produzione.  Ossia, non vi è una perdita diretta, ma, nel medio o lungo termine un rarefarsi della bontà del lavoro della persona.

In Italia ancora non abbiamo molto chiari questi aspetti come già succede in Svezia ed Inghilterra, ma se consideriamo le nostre piccole realtà forse possiamo accorgerci di qualcosa che non avevamo preso in considerazione prima.  D’altronde i 2/3 della nostra vita li passiamo al lavoro.

Per questo motivo è meglio rivolgersi a professionisti del settore che possano essere utili in merito a molti di questi aspetti e, quindi, progettare i vostri spazi nel modo migliore considerandolo a 360°.